Definizione
Capitale circolante netto
Il capitale circolante netto (CCN) è la differenza tra le attività correnti (crediti verso clienti, magazzino, liquidità) e le passività correnti (debiti verso fornitori, debiti a breve). Misura quanta liquidità è «intrappolata» nel ciclo operativo dell'azienda: più il circolante cresce, più cassa serve per finanziarlo.
Nella versione operativa più usata: CCN operativo = crediti commerciali + rimanenze − debiti commerciali. Un valore positivo significa che l'azienda anticipa denaro per lavorare (paga fornitori e magazzino prima di incassare); un valore negativo significa che sono i fornitori a finanziare il ciclo, come accade nella grande distribuzione.
Il punto che sfugge a molte PMI: la crescita consuma cassa attraverso il circolante. Se raddoppi il fatturato con incassi a 90 giorni, raddoppiano anche i crediti da finanziare, e quei soldi devono uscire da qualche parte mesi prima di rientrare. Molte crisi di liquidità arrivano proprio nei periodi di forte crescita.
Le leve per gestirlo sono tre: incassare prima (ridurre il DSO), pagare più tardi nei limiti degli accordi (aumentare il DPO) e tenere il magazzino essenziale. Ogni giorno guadagnato sul ciclo si traduce in cassa liberata.
Esempio numerico
Esempio: crediti verso clienti 120.000 €, magazzino 40.000 €, debiti verso fornitori 70.000 €. CCN operativo = 120.000 + 40.000 − 70.000 = 90.000 €: è la liquidità che l'azienda deve finanziare per far girare il ciclo. Se i crediti salgono a 150.000 € per la crescita delle vendite, servono altri 30.000 € di cassa.
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