Il problema non è il mese storto
La cassa non finisce all'improvviso. Te ne accorgi all'improvviso.
Le uscite dei prossimi tre mesi le conosci già quasi tutte: stipendi, affitto, F24, rate, fornitori. Il punto è che stanno in cinque posti diversi — e finché non le metti in fila, la settimana in cui il saldo scende te la dice la banca.
Ti mandiamo due file Excel: il modello da compilare e lo stesso file con duecento movimenti già dentro. Scrivi incassi e pagamenti in un foglio solo; saldo di cassa mese per mese, liquidazione IVA, IRES e IRAP escono da soli.
Sessanta giorni prima hai opzioni. Il giorno stesso hai solo danni.
Le uscite fisse non trattano: il 16 di ogni mese l'F24 parte comunque, gli stipendi hanno una data, l'affitto pure. Ad agosto e a novembre pesano il doppio. L'unica variabile che controlli davvero è quanto tempo prima lo sai — e quel tempo è esattamente ciò che ti dà le opzioni.
Lo vedi 60 giorni prima
- Solleciti le fatture scadute mentre il cliente ha ancora cassa.
- Chiedi una dilazione al fornitore da posizione normale, non disperata.
- Sposti un acquisto di due mesi e il buco si chiude da solo.
- Se serve una linea di credito, la negozi con i numeri in mano.
Lo vedi dall'estratto conto
- Paghi in ritardo e ti giochi le condizioni con i fornitori.
- Chiedi un fido d'urgenza, cioè al prezzo peggiore possibile.
- Metti soldi tuoi in azienda per tappare un mese.
- Rinvii investimenti che avevano senso, e li rinvii per paura.
Nessuna delle due colonne dipende dalla fortuna. Dipendono solo da quando hai messo i numeri in fila. Il file ci mette venti minuti la prima volta e cinque al mese dopo: è la cosa con il rapporto sforzo/risultato più alto che puoi fare oggi sulla tua cassa.
| Cashflow | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Incassi | €24.400 | €18.300 | €31.700 | €22.000 | €26.800 | €19.500 | €28.200 |
| Pagamenti | €19.100 | €21.700 | €18.900 | €20.400 | €19.800 | €22.600 | €20.100 |
| Flusso netto | +€5.300 | −€3.400 | +€12.800 | +€1.600 | +€7.000 | −€3.100 | +€8.100 |
| Versamento IVA | €0 | €0 | €4.900 | €0 | €0 | €5.400 | €0 |
| Saldo cassa | €50.300 | €46.900 | €54.800 | €56.400 | €63.400 | €54.900 | €63.000 |
Giugno: −3.100 di flusso e 5.400 di IVA nello stesso mese
In questo foglio lo vedi a gennaio. In banca lo vedi il 16 giugno, quando l'unica cosa che puoi ancora scegliere è chi pagare in ritardo.
Come si usa, in cinque passi
- 01
Impostazioni
Anno, saldo di cassa iniziale, aliquote e le tue liste di categorie e progetti. Si fa una volta.
- 02
Movimenti
Ogni incasso e ogni pagamento. È l'unico foglio in cui inserire dati contabili: due date, imponibile, IVA, stato.
- 03
Ammortamenti
Aggiungi i beni strumentali — pc, server, arredi — e il piano si calcola da solo, col primo anno al 50%.
- 04
Cashflow e IVA
Non si compilano. Leggi il saldo mese per mese e la liquidazione trimestrale, con il credito che si riporta.
- 05
Dashboard
La sintesi: margine, cassa minima prevista, mese più critico, imposte da mettere da parte.
Quando il foglio smette di bastare
Un anno, uno scenario, una persona che lo aggiorna. Dentro quei tre confini il file funziona. Il limite arriva quando duplichi il foglio per simulare «e se quel cliente paga a 90 giorni», quando in due iniziate a scrivere sullo stesso file, o quando i movimenti li stai ribattendo a mano dall'home banking ogni lunedì.
In quel momento non devi buttare il lavoro fatto: usa il file come base per capire quali dati servono, poi passa a uno strumento che tiene scenari e calcoli separati. Il confronto completo è nella pagina Liquidero vs Excel.
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