Definizione

Cash flow

Il cash flow (flusso di cassa) è la differenza tra le entrate e le uscite di denaro di un'azienda in un determinato periodo. Misura la liquidità effettivamente generata o assorbita, a prescindere da fatturato e utile contabile: un'impresa può chiudere il bilancio in utile e trovarsi comunque senza soldi in cassa.

Il calcolo di base è semplice: cash flow = entrate monetarie − uscite monetarie del periodo. Se in un mese incassi 40.000 € e ne paghi 35.000, il cash flow è +5.000 €. Contano solo i movimenti di denaro reali: una fattura emessa ma non ancora incassata non è cash flow, è un credito.

Per una PMI o un freelance italiano la distinzione tra competenza e cassa è vitale. In Italia i tempi di incasso sono spesso lunghi (60-90 giorni sono la norma in molti settori), mentre stipendi, fornitori, F24 e affitti hanno scadenze rigide. È il motivo per cui aziende con ordini pieni falliscono lo stesso: il fatturato c'è, la cassa no.

Gli errori più comuni: confondere fatturato con incassato, dimenticare le uscite non mensili (IVA trimestrale, acconti d'imposta, tredicesime) e guardare solo il saldo bancario di oggi senza proiettarlo in avanti. Il cash flow va letto nel tempo, non in un singolo istante.

Esempio numerico

Esempio: a marzo una srl incassa 52.000 € da clienti e paga 30.000 € di fornitori, 14.000 € di stipendi e 6.500 € di F24. Il cash flow del mese è 52.000 − 50.500 = +1.500 €, anche se nello stesso mese ha fatturato 80.000 €: la differenza è ferma nei crediti.

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